7 ragioni per cui le persone hanno paura dell’amore

L’amore è considerato il carburante nobile che muove e smuove gli animi. Eppure per quanto sia universalmente riconosciuto il suo potere, la possibilità di viversi questa meravigliosa esperienza è accompagnata da una serie di timori. Questo articolo spiega in cosa consistono alcune di quelle paure con cui spesse volte dobbiamo far i conti prima di poter accedere a questo sentimento.

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Che ne sia consapevole o meno, la maggior parte di noi ha paura di innamorarsi davvero. Tutti noi adottiamo alcune difese, che, ad un qualche livello, riteniamo possano proteggerci dall’essere feriti. Tali difese possono fornirci una falsa illusione di sicurezza e tranquillità, ma ci impediscono di raggiungere quell’intimità che tanto desideriamo. Ma da cosa deriva la nostra paura dell’intimità? Che cosa ci frena nel trovare e far durare nel tempo l’amore che diciamo di volere?

1.Il vero amore fa sentire vulnerabili. Una nuova relazione è un territorio inesplorato, e molti di noi hanno comprensibilmente paura dell’ignoto. Permettere a se stessi di innamorarsi significa assumersi un rischio reale. Significa riporre una grande quantità di fiducia in un’altra persona, autorizzandola ad avvicinarsi a noi, cosa che ci fa sentire esposti e vulnerabili. Le nostre difese primarie vengono così messe alla prova. (…)

2.I nuovi amori risvegliano antiche ferite. Quando iniziamo una relazione, di rado siamo pienamente consapevoli dell’impatto che la nostra storia passata ha avuto su di noi. I modi in cui siamo stati feriti nelle nostre precedenti relazioni, a partire dall’infanzia, influenzano profondamente la nostra modalità di percepire le persone con cui entriamo in contatto, ed anche il nostro comportamento nelle relazioni amorose. Vecchie dinamiche negative ci rendono diffidenti nell’aprirci verso qualcuno di nuovo. Potrebbe essere che rifuggiamo l’intimità perché risveglia vecchi sentimenti di perdita, danneggiamento, rabbia o rifiuto. (…)

3.L’amore mette alla prova un’antica identità. (…) Tutti abbiamo una “voce critica interna”, che, dentro la nostra testa, può comportarsi come un coach crudele dicendoci che siamo inutili o immeritevoli di felicità. Questa voce critica prende forma a partire dalle nostre esperienze dolorose infantili e dagli atteggiamenti giudicanti a cui siamo stati precocemente esposti (…). Sebbene tali attitudini possano essere limitanti, col tempo, sono diventate parte di noi (…). Possono essere spiacevoli, ma anche rassicuranti per la loro familiarità. Quando un’altra persona ci vede in un modo diverso, amandoci ed apprezzandoci, possiamo perfino sentirci a disagio e metterci in una posizione difensiva, proprio perché questo si scontra con una rappresentazione di noi stessi consolidata nel tempo.

4.Alla vera felicità si accompagna il vero dolore (…). Non possiamo selettivamente non sentire la tristezza, senza diventare insensibili anche alla gioia. Quando capita di innamorarsi, possiamo esitare nel farci coinvolgere per paura della tristezza che ne potrebbe derivare.

5.L’amore è spesso asimmetrico. Molte persone possono esitare ad intraprendere una relazione perché sentono di “piacere troppo” all’altra persona. Si preoccupano del fatto che i loro sentimenti potrebbero non evolvere e l’altro potrebbe finire per sentirsi ferito o rifiutato. La verità è che l’amore è spesso sbilanciato, e che ogni persona lo sperimenta in misura maggiore o minore a seconda dei momenti. I sentimenti che nutriamo nei confronti di qualcuno sono una forza in costante evoluzione. (…) Dare spazio alla paura e al senso di colpa per quello che potremmo provare o meno, può impedirci di entrare in contatto con qualcuno che esprime un interesse nei nostri confronti e perfino frenarci nel costruire una relazione che potrebbe davvero renderci felici.

6.Le relazioni amorose possono indebolire il legame con la famiglia di origine (…). Esattamente come abbandonare un’antica identità, la separazione dalla famiglia di origine non è una questione fisica. Non significa letteralmente abbandonare la famiglia, piuttosto allontanarsene a livello emotivo – percependo noi stessi non più come bambini e differenziandoci dalle dinamiche negative che pesavano sulle nostre relazioni precoci e davano forma alla nostra identità.

7.L’amore risveglia paure esistenziali. (…) Quando ci innamoriamo, non solo ci scontriamo con la paura di perdere il partner, ma diventiamo più consapevoli della nostra mortalità. La nostra vita ha più valore e significato, perciò il pensiero di perderla diventa ancor più spaventoso. Nel tentativo di nascondere questa paura, possiamo focalizzarci su piccoli dettagli, innescando litigi con il partner, o, in casi estremi, interrompendo completamente la relazione. Raramente siamo consapevoli di quanto ci difendiamo da queste paure esistenziali. (…)

La maggior parte delle relazioni porta con sé una grande quantità di sfide. Divenire consapevoli della nostra paura dell’intimità e di come essa influenzi in nostro comportamento è un passaggio importante per costruire una relazione a lungo termine pienamente soddisfacente. (…)

 

 Conclusioni

L’articolo mette ben in evidenza come anche l’amore, un’ esperienza emotiva dai molti ricercata perchè considerata parte essenziale della propria serenità, possa essere allo stesso tempo fonte di timori e spesso motivo di retromarcia all’interno di un rapporto in evoluzione.  Personalmente ritengo che la difficoltà ad innamorarsi rappresenti un più ampio timore a lasciarsi andare non circoscritto al solo rapporto di coppia ma che proprio all’interno di esso trova una straordinaria possibilità di crescita e di apertura.

 

Bibliografia:

Articolo in lingua originale : (“7 Reasons Most People Are Afraid of Love” http://www.psychologytoday.com/blog/compassion-matters/201401/7-reasons-most-people-are-afraid-love .

Traduzione a cura di Luca Marzucchelli

 

Diego Chiariello

Psicologo clinico e Psicoterapeuta, da anni metto al servizio della mia comunità e di quella virtuale, l'esperienza e la passione per la pratica psicologica del benessere della persona.

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