Ansia e Panico

Un disturbo d’ansia può manifestarsi in un qualunque momento della vita, spesso in corrispondenza di periodi di transizione particolarmente critici o quando ci si trova di fronte a scelte difficili.

Non insorge necessariamente in risposta a stimoli esterni, anche se eventi stressanti o un ambiente complessivamente sfavorevole possono acuirne le manifestazioni.

L’ansia può essere percepita anche in situazioni relativamente tranquille, ad esempio quando si è a casa propria o a cena con amici.

Questa sua caratteristica di imprevedibilità porta spesso a chiedersi:

“Come mai ho l’ ansia anche se non ve n’è motivo? 

Questo accade perchè l’ansia che si sperimenta in una data situazione potrebbe essere collegata ad essa soltanto in maniera indiretta.

Ad esempio, un mio paziente aveva terminato gli esami da più di due anni e a suo dire ciò che non gli permetteva di laurearsi era l’ansia che incontrava nella stesura della tesi. 

In una serie di colloqui, comprese che la sua ansia non era per nulla legata alla stesura della tesi, ma al timore di ciò che l’attendeva “dietro” la conclusione degli studi.

Credeva che alla fine del suo percorso di studi dovesse essere un professionista super competente e non invece un persona in pratica formativa.
L’anticipazione dello scenario idealizzato non gli permetteva di chiudere i conti con il suo percorso da studente.
Messa a fuoco la reale tematica e ridimensionate le sue stesse aspettative  poté conseguire la fine degli studi e laurearsi.
E cosa più importante, cominciò a rilassarsi.

La storia di Nadia

Due cose da sapere sull’ansia: 

  1. quanto più la minaccia è definita tanto più si parla di paura, se resta indefinita si parla di ansia (es. trovarsi davanti un leone genera paura in quanto il pericolo è chiaro, concreto, definito; pensare di poter avere una malattia genera ansia. La minaccia in questo caso lascia spazio a possibilità che generano tensione)
  2.  Minacce attuali e future: la paura è legata a situazioni presenti, a “pericoli in corso”; l’ansia si prova per eventi non immediati.

E’ per questo che l’ansia può manifestarsi anche in situazioni esternamente non pericolose ma che internamente richiamano una minaccia:

come nell’esempio di Nadia, la minaccia non era direttamente rappresentata dal suo compagno, quanto piuttosto da ciò che lui con la sua proposta di matrimonio richiamavano: in quel caso la sua paura di essere madre per il timore di non essere un buon genitore.

Questi sono i sintomi più comuni dell’ansia:

  • affaticamento,
  • mal di testa,
  • tensione muscolare,
  • dolori muscolari,
  • difficoltà di deglutizione,
  • tremore,
  • contrazioni nervose,
  • irritabilità,
  • sudorazione eccessiva,
  • nausea,
  • vertigini,
  • necessità di andare in bagno frequentemente,
  • sensazione di mancanza d’aria,
  • vampate di calore.

Come posso aiutarvi

Comprendendo assieme quali sono le ragioni del suo esserci, in quali situazioni si ripresenta maggiormente e come gestirla. L’ansia infatti non va eliminata, ma va accolta per farne una risorsa.

Per far questo però è necessario anzitutto comprendere le dinamiche sottostanti il disagio e impedire che interferisca nella vita di tutti i giorni limitando ogni possibilità di azione e di benessere.