Estate che ansia!

L’estate è alle porte, le giornate cominciano ad essere più calde e questo comporta solitamente un maggiore benessere. D’altra parte, questo momento dell’anno coincide anche con l’inizio e l’intensificarsi di diversi sintomi d’ansia.

Infatti, durante questo periodo, il maggior numero di chiamate che ricevo come psicologo sono inerenti a problematiche di tipo ansioso.

Estate che ansia!

Estate e ansia. I vissuti d’ansia e i meccanismi sottostanti che accompagnano la bella stagione

 

Ma perché d’estate si avverte più ansia?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo anzitutto comprendere come funzionano le nostre emozioni.

Le emozioni non sono solamente stati mentali che avvengono nel nostro cervello ma corrispondono ad un modo di sentirsi che ci coinvolge interamente, con tutto il nostro corpo.
Ad esempio, quando siamo allegri ci sentiamo anche attivi ed energici, abbiamo voglia di uscire, stare con gli amici e cose del genere, quando invece è la tristezza o la preoccupazione ad invadere le nostre giornate ci sentiamo generalmente poco propensi nei confronti degli altri e del mondo, magari preferiamo starcene a casa o anche accompagnati da altre persone ma in un modo completamente diverso dal primo. In ogni caso, ci sentiamo nella mente e nel corpo in due maniere completamente distanti.
Questo avviene perchè la mente e il corpo sono un tutt’uno e tra i due non c’è separazione ma comunione, intreccio.

Ora che abbiamo chiarito questo punto, possiamo meglio comprendere come mai d’estate aumentano i sintomi d’ansia, e per farlo ci serviremo di un esempio di vita quotidiana.

I sintomi d’ansia estivi

Tutti noi abbiamo più o meno presente quella sensazione di vuoto d’aria che si crea nello stomaco quando la macchina attraversa un cavalcavia ad una certa velocità (si produce una sensazione simile a quella che si avverte sulle giostre come le montagne russe).

Ad alcune persone questo procura una sensazione di piacevolezza, altre invece potrebbero esserne infastidite, potrebbero cioè avvertire nel momento del passaggio dell’auto sul dosso, un leggero giramento di testa,  una vertigine o anche una sensazione di allarme generalizzato.
Stessa cosa potrebbe accadere quando si otturano le orecchie su un treno in movimento o come vedremo tra poco, proprio durante le prime giornate di caldo.
Va detto che anche se le situazioni cambiano, molto spesso il meccanismo sottostante resta invariato.

Vediamo come mai succede questo.

Abbiamo detto poc’anzi che mente e corpo sono un tutt’uno. Tutti noi sappiamo infatti che le emozioni possono influenzare il nostro corpo ( ad esempio uno stress prolungato può provocare il mal di stomaco) ma quello che molti non sanno è che in direzione inversa i segnali provenienti dal corpo possono influenzarci emotivamente (ad esempio l’aumento del battito cardiaco può aumentare l’ansia)
Cioè, alcuni segnali provenienti dal nostro corpo possono influenzarci emotivamente e potrebbero in determinate circostanze generare un vissuto di ansia.
Col primo caldo della primavera sono diversi i segnali provenienti dal corpo che possono influenzarci emotivamente e generare ansia e questo anche senza che una persona ne abbia consapevolezza, cioè senza che sia consapevole dei meccanismi sottostanti.

I segnali principali provenienti dal corpo che causano ansia durante questo periodo sono:

  • il caldo e la sudorazione
  • l’afa e  i cambiamenti del battito cardiaco;
  • la luce e la maggiore attivazione fisiologica  (specialmente quella solare)
  • altri segnali non specificati.

Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi:
come mai questo non avviene ogni volta? cioè come mai un giorno si avverte una forte ansia durante una bella giornata di caldo mentre in altri giorni e situazioni simili non si avverte nulla? Se è il caldo ad essere responsabile della nostra ansia, perchè quando siamo al mare molte volte ci sentiamo rilassati e per nulla ansiosi?

Per due motivi fondamentali:

Il primo motivo è che questo a cui abbiamo brevemente fatto cenno è soltanto uno dei meccanismi responsabili di una certa quota di ansia durante questo periodo dell’anno ma esso non può certamente includere tutte le diverse possibili ragioni dei vissuti d’ansia legati a questo periodo, ragioni e motivazioni che richiedono per ognuno un ascolto individuale e non certamente una lettura oggettiva quasi fosse il tagliando dell’auto. 

Il secondo motivo è proprio perchè noi non siamo delle macchine, non rispondiamo agli eventi e alle situazioni in maniera ogni volta identica, così come non ci arrabbiamo, soffriamo, gioiamo e amiamo sempre allo stesso modo.

A seconda dei contesti e di quello che stiamo facendo e di come lo stiamo vivendo saremo più o meno inclini ad un certo vissuto emotivo, che a volte può essere di ansia ma altre volte no.

Ad esempio, un mio paziente mi raccontava che prima dell’esame universitario di questi giorni,  con il caldo eccessivo ha iniziatao a sudare e a sentire il cuore battere velocemente tanto che la sensazione di de-stabilizzazione (di vertigini e paura) provocata da questi segnali provenienti dal corpo lo ha profondamente allarmato.
E’ ovvio che tutto questo avveniva non solo e non tanto per il caldo ma sopratutto perchè egli già si trovava in uno stato di pre-allarme (era “già” preoccupato dell’esame, e la maggiore attivazione dovuta al caldo ha fatto il resto).

Poi, il giorno seguente l’esame è andato al mare, ma stavolta le sensazioni di caldo e di sudore non gli hanno affatto procurato una sensazione spiacevole in quanto egli si trovava già in uno stato di maggiore rilassamento.

Per cui, quando diciamo che i primi segnali di caldo dell’estate sono generalmente portatori di una maggiore ansia,  dobbiamo tenere presente che non è certamente il solo caldo in sè l’artefice dei nostri stati ansiosi.

Infine, dobbiamo precisare che chi è solitamente incline a certi vissuti d’ansia e di sofferenza non può per questo  considerarli come un fatto scontato e inevitabile della propia esistenza.

Ciò che ci contraddistingue come esseri umani non è la staticità e l’inflessibilità ma al contrario la nostra naturale predisposizione al cambiamento, specie da uno stato di malessere e di disagio.

Noi esseri umani non siamo nè tavoli, nè case, nè macchine, non siamo oggetti, ma in quanto individui, siamo  aperti al divenire.

Per questo è fondamentale rompere il meccanismo del sintomo ansioso e comprenderne i significati, perchè ciò vuol dire non solo gestire la sofferenza e il disagio ma aprirsi al mondo e agli altri mediante il proprio autentico “Sè”, la propria unicità, la propia identità.

Conclusioni

Abbiamo brevemente illustrato alcuni meccanismi responsabili della maggiore sensazione di ansia con l’inizio del periodo estivo. Abbiamo detto che le sensazioni provenienti dal corpo maggiormente stimolato potrebbero essere responsabili dell’ansia avvertita. Non si tratta di un singolo meccanismo in azione ma solitamente della combinazione di più canali. 
Una maniera per ridurre il malessere è certamente quello di una maggiore comprensione dei vissuti che accompagnano e alimentano l’ansia. Spezzare il meccanismo dell’ansia, comprenderne gli accadimenti ed i vissuti è fondamentale per ritrovare il benessere e recuperare la consueta serenità.
Ti capita di provare maggiore ansia durante questo periodo dell’anno? Il mare e le giornate di sole ti preoccupano?
Lascia pure un tuo commento e la tua testimonianza, sarò lieto di rispondere!

 

Diego Chiariello

Psicologo clinico e Psicoterapeuta, da anni metto al servizio della mia comunità e di quella virtuale, l'esperienza e la passione per la pratica psicologica del benessere della persona.

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